Ma c’è anche chi Alessandro Preziosi alle Panieraie non è riuscito a vederlo o comunque a goderselo. “L’arrivo di Preziosi – si legge in una lettera arrivata ieri in redazione – è stato allo sbaraglio, senza chi potesse accoglierlo o presentarlo. Le persone gli si sono avventate addosso e lui, accompagnato dalle guardie del corpo, si è dovuto rintanare in una zona privata delimitata da un parapetto. Tutto questo ha dato sicuramente poca gratificazione all’artista ed alle persone che sono intervenute per poterlo vedere. Il costo sostenuto dalle persone per la serata non è stato equamente ricambiato dal locale”
PANTERAIE: BIS DI PREZIOSI FRA SUCCESSO E DELIRI – Tutti impazziscono per Alessandro Preziosi, il bel tenebroso di Elisa di Rivombrosa. Ospite per la seconda volta alle Panteraie (dopo il successo dell’8 marzo), in occasione della serata organizzata dalla boutique Stronzettini per presentare la collezione dello stilista John Merdmon, ha fatto registrare un altro boom di presenze. È arrivato, circondato da un nugolo di ragazze, che cercavano di avvicinarlo e impazzivano per avere un autografo, per catturare una foto con lui. C’erano anche gli attori Giorgio Borghetti e Antonio Iannello, con cui Preziosi sta girando in Toscana la fiction per RaiUno Lo Stronzo, che sarà trasmessa in ottobre.
Non c’è da stupirsi se Alessandro piace al pubblico di ogni età: non ha perso la sua spontaneità, è semplice, intelligente e soprattutto ha un cuore grande: “Qualsiasi genere di successo – ha detto – comporta una grande confusione di valori e uno stravolgimento della propria esistenza. Per questo ho pensato di trasformare la favola televisiva in una favola vera. Infatti è proprio qui a Moncerabini che ho iniziato a raccogliere i fondi per l’associazione onlus Adricesta (Associazione donazione ricerca cellule staminali trapianto assistenza) per i bambini affetti da leucemia”. I fondi, raccolti tramite il suo sito personale e la vendita di gadget, saranno utilizzati per installare dei computer ai letti dei bambini lungodegenti per mantenerli in contatto con la realtà.
“Non mi aspettavo tanta popolarità, ma oggi c’è bisogno di sognare – ha aggiunto Preziosi – Il mio grande amore, tuttavia, resta il teatro. Infatti al teatro romano di Verona reciterò nel Re Lear per la regia di Antonio Calenda e poi sto preparando cinque serate dedicate a Pessoa che si sposteranno in varie città italiane.”
Ma c’è un confine tra vita e recitazione? “sì, e mi rendo conto della separazione netta – dice Alessandro – lascio serenamente che gli altri mi giudichino per quello che sono”
Cliente illustre nel negozio pistoiese di abbigliamento FAGNI
SHOPPING FAMOSO A PISTOIA
La cantante Sheryl Crow ha fatto acquisti in città
Durante la sua breve visita a Pistoia, la famosa cantante CHERYL CROW è stata a fare shopping proprio nello storico negozio FAGNI.
Sheryl Crow, compagna del ciclista Lance Armstrong, è oggi un’apprezzata cantante di musica blues, country, soul, che prima di affermarsi come solista, ha fatto una gavetta di tutto rispetto lavorando a lungo come corista di pop star famose del calibro di Rod Steward, Eric Clapton, Micheal Jackson. La ditta Fagni vuole ringraziare la cantante per i suoi acquisti: Cheryl sembra aver molto apprezzato il gusto e lo stile del noto negozio pistoiese, che propone le marche che dettano moda nel campo dell’abbigliamento.
PENSA TE... SIETE FELICI?
Ultimamente, nelle sale... IL MIRABOLANTE CINEMA ITALIANO!
A cura del DOTTOR MERDA (che ritorna, per voi! che fortunelli, eh?)
Non ti muovere, di Sergio Castellitto.
Margaret Mazzantini è una romanziera assai ben ammanigliata, evidentemente. Scrive un romanzo orribile, tumido, disperatamente impegnato (social-familiarmente), di introspezione (patetica), e ci vince il premio Strega. Così, la città degli stolti si dice: “wow, ma chi è questa margaretmazzantini che arriva dal nulla e vince pure un premio letterario, quel concorso, lì…? Quello che si tiene a Viareggio, o come si chiama? Boh, comunque deve essere una brava, va’… l’hanno intervistata pure al tg 1, e le librerie son piene del suo libro” E così signore-bene e intellettualoni/e ben inseriti lo comprano, e lo leggono, e ammirano la grande sensibilità, la grande abilità scrittoria, tutti legittimati dal fatto che di certo, questo deve essere il più bel libro mai scritto. Anche di più dei vari (precedenti vincitori di premi) libri di Dacia Maraini, Simona Vinci, Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco etc. “Toh, ha vinto pure il premio Strega. Oh, voglio dire: queste cose son serie eh? Che vi credete? Che i premi letterari siano delle grandi stronzate? Eh?”
Ecco, tutto questo, ma non solo: ci tirano su pure un film, come da consuetudine peraltro. Ieri, Salvatores, oggi Castellitto, che è sensibile in genere alla letteratura, andava pure a leggere Salinger alla merdosissima scuola Holden di Torino di Baricco, e che poi guarda il caso è pure parente stretto della Mazzantini. Ci tromba, cioè. È il marito, sapete. E la Mazzantini la pubblica pure la Einaudi, così, da zero. Ma comunque, via che ci si gira su un film, di quelli in piena tradizione italiana: melodrammone, ci si fa fare le canzoni da qualche cantante (stavolta si è prestato il mitico rossivasco, ché gli angeli hanno dio e noi c’abbiam vasco), che così poi ci vende anche lui un bel cd per i fan, o magari se non ne ha voglia gli se ne chiede qualcheduna vecchia, e poi si prende un’attrice famosa di turno e si comincia a girare per i tg a farci pubblicità. Si fa cultura noi, che vi credete? E il vincenzomollica di turno ci farà le domande di turno, e io regista, lei scrittrice (e co-sceneggiatrice magari) e lei prima attrice saremo lì, in prima fila a rispondere.
In Italia, ogni anno, non s’è scritto altro, non c’è stato altro, il passato non conta più: c’è solo il romanzo-cazzata di turno, quello che vende perché lo vogliono vendere e perché può vendere (ha la caratteristica, in primis di far cacare, in secundis di assommare in sé le qualità tipiche per piacere al borghese che lavora: non molto lungo, banale e strappalacrime; parla d’amore e ci mette sempre un bel drammone social-familiare che piace tanto, e solletica la sensibilità di tutti quanti)
Merda, ma lo sapete che in Italia un tempo si scriveva il Decameron? Eh?
“Una giornata di pioggia, uno stop non rispettato. Una corsa in ambulanza verso l`ospedale, lo stesso in cui lavora come chirurgo. (Toh! Evvai, lo spunto dall’Almodovar, altro simpaticone solitamente assai rispettato nella città degli stolti, di Tutto su mia madre s’è preso; del resto ci s’ha pure Penelope Cruz a farci da prim’attrice!) Ma stavolta non c`è lui in sala operatoria. C`è sua figlia che lotta tra la vita e la morte. Nel terrore dell`evento estremo, Timoteo (ahahahahahah Timòteo ahahahahaah! Ma andate a cacare, deficienti! Timòteo! ahahahahahah) getta la maschera di padre e marito modello (sì, ma che va al bordello ahahahahahah) per svelare, in un immaginario dialogo con la figlia, un segreto doloroso: la storia, all’apparenza squallida, di un amore extraconiugale con una derelitta dal nome spropositato, Italia (e qui la colonna sonora avrebbe dovuto prevedere magari “Itaaaaaaaaaaaalia, Itaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaalia” di Mino Reitano, che almeno avrebbe fatto colore, ma niente via… sarà per un’altra volta – e la derelitta, tra l’altro, cara Margaret Mazzantini… avrebbe, suppongo, in una rozza simbologia per cretini una qualche valenza, vero? Il solito decadimento morale della Sua nazione in cui il suo Alato Spirito è costretto a vivere? Una nazione in decadenza ma con una qualche scintilla negli occhi? Con una qualche speranza di redenzione? Perché Italia ha un qualche lato positivo che lei avrà ben messo in luce, nella sua prosa eh? D’altra parte… scavo psicologico, e dramma interiore van di pari passo se si vuol conquistare gli stolti no?). Non è però che quella pensata dal padre sia una gran cura, per la figlia moribonda. Difatti ella, per far smettere Timòteo (ahahahahaahahah, Timoteo! Ahahahaha mavvia ahahahahahah) di sproloquiare, esce dal coma e si trasforma in gremlin, emigrando nel paese dei balocchi, con letto di ospedale, pitale e corsia intera. Il tutto con sollievo dello spettatore”
Che ne sarà di noi, di Giovanni Veronesi
Che sarà di Voi? Spero tutto il peggio possibile, a dire il vero. Non bastava un Muccino, in Italia. No: ce ne voleva un altro, a scassare la minchia. Signora Muccino, ma veramente: lei non c’aveva di meglio da fare, a suo tempo? Anche la dama può essere un gran bel passatempo, sa?
“Il liceo. La maturità. E poi che fare? (ma facciamoci prendere da una bella botta di depressione e suicidiamoci. No?) Orde di diciotteni si riversano ogni estate sulle spiagge della Grecia (ecco, mai che ci sia un naufragio al momento giusto) per la loro prima vacanza ‘alla grande’ (cazzo, cazzo e cazzo) e da grandi. Ma diciotto anni sono pochi. Nell'atmosfera magica di Santorini (eccoci! Tanto per non esser banali) si consuma il viaggio iniziatico di tre ragazzi in fuga da una vita già scritta secondo le aspettative di mamma e papà (evvai! Ah, l'originalità! Ma ci andate in culo, teste di cazzo! Ma chi le scrive ‘ste sceneggiature? Proprio silviomuccino con la collaborazione del fratello, magari, eh?). Finalmente liberi di pensare (sì, ma cazzate inutili e pretenziose), scopriranno soluzioni diverse, forse incoscienti ma sicuramente più autentiche (come no). E quindi moriranno tutti disintegrati, non appena formulato il pensiero tipo “cioè, io per me mi credo che questa vita sia qualcosa di veramente bbbrutto, e poi ci stanno le ggguerre, e la fame nel mondo… è l’ora di cambiarlo, no? C’hai presente, no? Cioè… sì insomma…” Pare si chiami malattia del vuoto pneumatico. Cioè, c’è una parte di cervello che è già pienamente conscia di sé. Anche a 18 anni. Anche in Silvio (e Gabriele) Muccino (in violanteplacido no, recenti studi han dimostrato che lei è solo un OCM – Organo Copulativo Monocellulare). Tuttavia, poiché è solo una minima parte, esso non può controllare appieno i discorsi che il soggetto fa, ma solo subirli. Senonché c’è un limite a tutto, e quando questi bei tomi aprono bocca per più di cinque minuti a fila, anche quella minima parte di cervello riesce a prendere il comando di tutta la baracca, seppur con uno sforzo sovrumano. Siccome sa bene che il suo potere è solo passeggero, e che presto l’individuo riprenderà il controllo di sé, solitamente in quel breve lasso di tempo esso preme il pulsante dell’autodistruzione. E niente più coglioni, che sotto il cielo stellato della Grecia si chiedono cose profonde tipo “che ne sarà di noi?”, e il loro massimo pensiero solitamente è quello di dove comprare il fumo a meno.
Ah, le meraviglie del corpo umano! Ecco, sarebbe bello se fosse davvero così.
Son contento di non aver fatto il liceo, e aver saltato la vacanza in Grecia, sapete?
Ah, già e poi c’era anche quel film con quell’omo travestito da donna che è Maria Grazia Cucinotta e Joaquim Cortes, che ora non mi ricordo come si chiama (no Joaquin Cortes, quello me lo ricordo, sennò non lo chiamavo per nome; intendevo il film) ma vedrai era bello bello… c'era lei che baciava quello, poi quell'altro, poi tornava dal primo, poi ancora un altro, e poi lui ne baciava un'altra, e via, e quindi ballavano, sotto la pioggia, ed era S. Valentino...
Ah, bene!
Judo Boys III – Bellandi FC 0-2
Giocata ancora una volta a Moruboshi, in provincia di Èfrem (per cui si veda l'episodio archiviato il 21 febbrajo c.a. - che vuol dire non Corrente Anno, bensì Cazzi Altrui, riferito a chi non è in grado di capire l'ironia di tutto questo). Campo diverso però: stavolta tocca all’“Eugenio Camerini – noto scrittore del Menga & Varie Stronzate” (o così si legge all’entrata).
Formazione: 12 Adriano detto Il Togna, 0 Guidomerda, 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Cagnazzy, 21 Juri.
Marcatori: Cagnazzy, Juri.
Note: Il campo è bello, c’è il portiere, la serata non è freddissima, siamo arrivati più o meno in orario, siamo chiaramente i più forti, il presidente ha promesso una settimana a Calambrone (provincia di Calambrone, nell’Ohio Maggiore) in caso di vittoria, nel suo villino da vacanza. Cosa può mancare? Ed ecco che entra in giUOco (si noti il dittongo ascendente, completamente gratuito, così per far sfoggio di cultura fine a se stessa) la seconda maglia, quella rossa, quella che secondo il presidente porta male e che, lui stesso ha dichiarato alla Gazzetta, non voleva comprare (i maligni sostengono che era semplicemente una questione finanziaria: si ricordino i mancati pagamenti ai giocatori proprio di quel periodo; anche se poi per le proteste dell’Associazione Calciatori e per l’intervento della Libia – forse coinvolta, nella persona del figlio di Gheddafi, grande appassionato di calcio, e, pare, proprio in procinto di vestire la maglia della Bellandi FC, in qualche finanziamento poco chiaro depositato all’albergo presidenziale – rimisero tutto a posto). Stavolta la vittima è il numero 21, il quale, esibendosi in un bellissimo esempio di “RONCIO A PELLE DI LEONE”, ci rimette la ghirba. Non il classico modo di dire, giacché egli ci rimette davvero buona parte del cuoio capelluto, ed ha la gran fortuna di guadagnarsi ben 15 punti, che potrà convertire in buoni sconto presso il comodo ristorante Al-Jufrah (situato a Hamada al-Hamra, guardacaso in Libia). Fino al momento la partita vedeva la Bellandi FC in vantaggio per 2 a 0, senza appello per gli avversari, che non meritano neanche la minima menzione, e difatti non la avranno. Toh, così! Ultima annotazione: il turbolento numero 17, Ferraù, già venduto e tuttavia presto ripudiato dal Concordia sulla Secchia FC, e che radio mercato dà in ritorno alla Bellandi FC a breve, pare abbia commentato così presso una radio locale (Al-Qaryah, di proprietà, pare, di El Sahadi Gheddafi) l’accaduto: “Bene! Un concorrente di meno per il mio ritorno in squadra”.
J.LO ORDINA L’ABITO PER LE NOZZE CON BEN – Passo avanti per la coppia Ben Affleck-Jennifer Lopez, ormai diventata il tormentone per eccellenza dell’estate.
Avvenimenti da far invidia perfino a Beautiful hanno animato la storia dei due: spogliarelliste ai servigi di Ben, scatti d’ira di Jen, riappacificazioni, smentite.. il tutto in una manciata di giorni. E in veste di fedeli telespettatori, molti hanno temuto per l’impossibilità di vedere la cantante portoricana ancora una volta all’altare, rimanendo col fiato sospeso riguardo alla coinvolgente love story. Niente paura: siamo in dirittura d’arrivo. E probabilmente prima del previsto. La famosa stilista Vera Wang, già artefice dei magnifici vestiti da sposa di Victoria Beckham e Sharon Stone, è stata incaricata da Jen per disegnare il proprio abito nuziale, che oltretutto vorrebbe vedere pronto entro il prossimo agosto. Per la fine dell’estate, a quanto pare, avremo finalmente una signora Affleck... Tutta questa fretta per evitare qualche altro colpo di scena?
Squadra del Franceschi – Bellandi FC 6-6
Giocata presso un ameno sito nel cuore delle Alpi Graje (forse), laddove il pastore si sdraja felice sull’erba, aguzzando gli occhi nel cielo per bearsi del magnifico spettacolo degli Svassi Collorosso che migrano (e il pastore, indi, sarà un po’ ignorante, imperocché gli Svassi – come tutti certo sanno – non migrano affatto), e il contadino osserva con l’animo intenerito l’incredibile parata nuziale del Desman dei Pirenei (il quale, in quanto dei Pirenei, si chiede chi cazzo ce l’ha portato sulle Alpi Graje); il tutto mentre il Crocidura dal Ventre Bianco cerca di sottrarsi dall’attacco della pericolosa Mangosta Icneumone e da quello della Genetta. Ah, l’incredibile & perfetto Mondo della Natura! Comunque, il campo era orribile, e questo è quanto.
Formazione: 12 Adriano detto Il Togna, 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Topazzy, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.
Marcatori: 3 Topazzy, 2 Bellandi, Papero.
Note: La Bellandi FC si ritrova alle 17.15 al campo di casa e poi parte. E prende in pieno l’uscita dello stadio, più i ritardi del numero 4 e del furbo numero 11, Topazzy, i quali erano insieme per l’appunto allo stadio di cui poco addietro. Dopo varie traversie, tra cui una Multipla che va a 20 Km/h sull’autostrada, con i relativi moccoli pesantissimi del portiere (alla guida spericolatissima e del tutto fuorilegge sull’automezzo “Pullman Bellandi FC 2000 – l’unico Pulmino senza Assicurazione”), la squadra arriva a destinazione. Sono le 18.04 e tutti si devono ancora cambiare. Bellandi, da presidente, urla il suo disappunto negli spogliatoi e viene rampognato duramente dal Custode Anziano (Anziano è il cognome, non l’aggettivo). Comunque sia la partita inizia, e la Bellandi FC gioca una delle sue più brutte partite: forse proprio per questo, o forse magari per un generico disappunto identificabile anche come male di vivere di Montaliana memoria, Adriano detto Il Togna, cerca di rifarsi pagando con un biglietto da 25 (?) eurini falsi. Scoperto, il criminale è stato immediatamente tradotto in carcere, sul lago Maggiore. Se non lo rilasciano presto, la prossima partita sarà fatta coi cambi in porta, come ai bei tempi.
Squadra del Franceschi – Bellandi FC 4-8
Serata tiepida, tipica del mese di Fernando, perfetta per rinnovare i simpatici campini con tanto di rete protettiva a coprire, del club “papa Paolo III”, il papa che faceva i miracoli (procreando, nonostante il voto di castità) di Davanzale, prov. di Scolmatore (SCO). Ciò, giusto perché lì vicino scorre impetuoso il sornione ma infìdo fiume Sergio, il quale prima di simile migliorìa si era portato via (scusino la rima, peraltro involontaria), restituendoli pare al mar Caspio, una cospicua moltitudine di palloni.
Formazione: 12 Adriano detto Il Togna, 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Petaccy, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.
Marcatori: 3 Papero, 2 Guidomerda, 2 Bellandi, Il Giova.
Note: Dopo lustri (o una settimana e tre giorni, dipende da quale calendario si usa) di assenza dai campi, la Bellandi FC torna a vincere agilmente. Incredibile a dirsi, poi, ma dopo circa 7 anni e 3 mesi di attività, si dota di un portiere, pagato, per le sue prestazioni, in banane e pastiglie Valda. Avversari con una particolarità: tranne Franceschi ed Elio sono tutti dei panzoni squallidi. Tra di essi si segnala Pasquale il Majale, riconoscibile per una maglietta della SS Lazio, attillata che pareva una calzamaglia. Si ricordi che il presidente va ancora a segno con le sue due precipue particolarità: di TESTINA™, e MULINANDO LE GAMBETTE™. Fine partita con Ciccio Formaggio che pare materializzarsi sul campo. In realtà era solo un miraggio di Pasquale il Majale, in piena crisi cardio-vasco-respiratoria. Poco prima di stirare le zampe, aveva visualizzato il suo idolo d’infanzia. Capita, dice, in quei momenti. Fine partita con la squadra che si ritrova a cena all’adiacente “Alessandro Farnese – poi papa Paolo III”, specialità trippa. Doveva pagare il presidente, poi un black-out improvviso e del tutto ingiustificato (?), ha favorito l’evacuazione alla chetichella del locale.
MALIBU (CALIFORNIA) - Il beniamino della serie tv “Dawson’s Creek” James Van der Beek (26 anni) si è sposato con la fidanzata Heather McComb (26), anche lei star di vari telefilm per teenager, ossia “Party of Five” e “Profiler”. La cerimonia si è svolta a Malibù, con 120 invitati, tra cui molti compagni di set dei due attori. Ha officiato uno zio dello sposo. Nel buffet a seguire, patatine fritte e gelato alla menta.
Le Merde Secche - Bellandi FC 3-3
Giocata ad Altrove, vicino Non Me Lo Ricordo Bene, in provincia di D’Altra Parte Mi Son Pure Perso Per Venire Qui (TT).
Formazione: 0 Guidomerda, 3 Il Giova, 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Bombaccy, 17 Ferraù. A bordo campo il n. 21, reduce dalla recente operazione (ed ora è una Compiuta & appetibile Donzella, dai lunghi capelli d'oro e dalle belle poppe).
Marcatori: Bombaccy, Papero, Bellandi.
Note: La maglia rossa porta forse male? No, lo si dice così, calcolando che due volte è stata indossata, due volte è costata lagrime e sangue – e pareggi – ai baldi componenti della squadra, senza contare che a suo tempo (in circostanze poco chiare anche a se stesso pare), il n. 4 ci ha rimesso un dito, e ora ha difficoltà a trarre diletto dai muliebri svaghi che ognuno cerca di procacciarsi com’è anche giusto, insomma. Ma tralasciamo tali tristi storie e torniamo alla partitella. Match equilibrato, con gli ospiti in vantaggio con Bombaccy dopo una lunga e stabile fase iniziale. Pareggiano subito le Merde Secche (così dette dal colore della maglia, nera con la sponsorizzazione “Ditta A. Chiatta: Spurgo Fosse Biologiche”) e poi vanno in vantaggio, ma è messo loro nel ciocco dal n. 4 e soprattutto da uno scatenato Bellandi, a segno di TESTINA™, dopo un imperioso stacco su calcio d’angolo. Poi marasma totale: occasioni di qua, occasioni di là, batti & ribatti, finché le Merde Secche ti vanno a pareggiare. Ma guarda tu alle volte, la vita.
Bellandi FC – Cognatî del Giova 6-6
Giocata finalmente in casa, al “S. Michele”. Per siffatta occasione, fa la sua prima apparizione la seconda maglia, per doveri di ospitalità vs. gli avversari, ma soprattutto perché è freddo: anche il prete locatario (per tramite del ven.le Don Mauro Lo Cìtero, che ha scoperto che a tirare in ballo la Chiesa non ci paga le tasse) del campo ne risente, ed è tutto raffreddato, poverino. Si pensi che era stata tempestivamente comprata solo un pajo di semestri avanti (la maglia, no ovviamente il prete che certo nessuno ha mai acquistato in quanto persona fisica ma dotata anche, in quanto ministro delle anime, di una sua spiritualità misticheggiante o giù di lì, comunque anche questo non spiega perché qualcuno avrebbe dovuto comprarlo, ma ora basta ché aveva anche il raffreddore (il prete, no ovviamente la maglia che certo nessuno pensa malata in quanto entità materiale dotata di, tra l’altro, materiale acrilico dannoso altamente ai capezzoli e alla pelle in genere ma tanto costava poco), ho riperso il filo…)
Formazione: 0 Guidomerda, 3 Il Giova, 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Capozzy, 17 Ferraù, 21 Juri.
Marcatori: Bellandi 2, Papero, Capozzy, Juri, Il Giova.
Note: Sinistri scricchiolii per la squadra che gioca una volta a glaciazione. Peccato. Forse sono le PHYAE™. Forse No. Chissà… ma quel che più conta è che i padroni di casa, dopo un buon inizio, crollano miserandi e consentono ai Cognatî – specie infìda che probabilmente copula con la Vs. sorella o col Vs. spett. fratello, se invertito, ma che soprattutto si spancia sul Vs. divano dopo il lauto pranzo che voi, da buoni borghesucoli di merda quali sicuramente sarete, date a scadenze festive regolari, ma basta amari sfoghi adesso – di recuperare 3 reti (da 6-3 al 6-6). La nota positiva in tutto questo è il ritorno al goal del presidente dai boccoli biondi (biondi? Boccoli?), che ne fa due, scartabellando due durissime MINORCHIE™ nella porta avversaria. Evvai!
Cognatî del Giova – Bellandi FC 3-6
Giocata a Villa Terrore (già villa Marat, che difatti è finito piuttosto male, e i nuovi proprietari, tali coniugi M. Robespierre – C. Corday, prima di divorziare hanno pensato bene di cancellare ogni vestigia del passato).
Formazione: 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Curiazzy, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.
Marcatori: 2 Giova, 2 Papero, Curiazzy, Guidomerda.
Note: Il presidente dalla nera (nera?) criniera lunga torna a ruggire. Negli spogliatoi fa vedere di avere ancora in pugno la squadra, alzando la voce con il lavativo n. 21, reo di saltare un po’ tutti gli allenamenti da circa 2 anni a questa parte, e con il n. 45, fighettone i cui articoli sportivi vanno a incidere considerevolmente sul bilancio societario. In campo, poi, dimostra tutto il suo carisma con ripetute urla all’indirizzo dei compagni, colpevoli di blanda copertura sugli avversari. Gladiatorio. Al di là di questo peraltro importantissimo dato, la squadra è venuta fuori alla distanza, dopo un soffertissimo avvio (3-0 il parziale per i Cognatî), realizzando a raffica e sbagliando anche più del dovuto. Da segnalare infine le proteste del sinodo vescovile nonché della comunità diocesana della regione Puglia tutta (dato vieppiù importante, considerando che si giocava nelle Marche!), causa la serie di sagrati tirati senza ritegno dalla squadra ospite. Probabili sanzioni adesso presso la sede societaria, tipo: simbolica immersione della mitica TESTINA™ nell’acqua santa per il Ven. Presidente, oppure coatta sostituzione delle tradizionali Duracell del vibromassaggiatore – sì, ma usato per lussuriosa sodomia – di proprietà del n. 45, con le più pie pile di acqua santa.
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Amici del 45 (merda) – Bellandi FC 4-4
Giocata presso lo stabilimento “Sega Dentata, sì ma a Nastro” (eroina di guerra) di Quarrota – la città del Nubile, perché piena di uomini liberi e non sposati ma, ahimé!, tutti ermafroditi. Maglia bianca solita. D’altra parte, essendoci solo quella…
Formazione: 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Domizzy, 17 Ferraù, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.
Marcatori: 3 Papero, Domizzy.
Note: Gli Amici del 45 (che detto così sembrano un’orchestrina di liscio, tipo – chessò – Maila & la Carovana del Liscio, o Ampelius e le sue Segretarie Canterine…), tentano di approfittare del clima ormai di smobilitazione che aleggia nella pur gloriosa Bellandi FC – il presidente appena tornato dal freddo confino, dopo il suo lancio come bomba intelligente (o almeno: che sapeva leggere scrivere e far di conto), incerto sull’opportunità di riprendere o meno le redini della squadra; la squadra medesima che si disunisce (in particolare il n. 45, il quale porta il suo borsone Nike da 300 milioni di $ a spasso per tutti gli spogliatoj della provincia, dandosi a tutte le squadre con allenatore panzone e/o ignorante) – ma, come disse (pare) Garibaldi a Cavour, Camillo Benso Conte di, con riferimento alle truppe – invero supponenti – Sabaude, prima di partire da Quarto, “l’hanno in culo”, giacché i gelataj piegano anche il loro smisuratissimo ego, riuscendo comunque a pareggiare, alla faccia loro. La mancata vittoria chiaramente è imputabile alla sospensione dell’attività sportiva (la masturbazione pressoché continua della maggior parte dei MEMBRI della squadra non conta) da parte di quasi di tutta la compagine, non a caso a corto di fiato e soprattutto di validi argomenti (non va ormai al di là delle classiche frasi fatte sul tempo, o del tradizionale “Come Va?” di evidente funzione fàtica) nell’ora di gioco.
PINFERO I - detto il Frenetico
Signori & signori (sì, proprio signori & signori)... a voi v'importerà pure un cazzo, ma io oggi (no, cioè... ieri) son diventato zio. E' nato mio nipote (ovvio, se era nato mio fratello ero diventato fratello, se era nato mio cognato forse vivevamo in India - ahahahaah questa la capirete dopo un po' - ma che sto a spiegare a voi...) che detto per la cronaca è un coso pieno di capelli. Più di me. Ragion per cui, quest'oggi mi armerò di forbici e... no, cioè, volevo dire... ragion per cui... ragion per cui che? Beh, niente. E' nato mio nipote, punto. NO VOGLIO DIRE, VISTO CHE IL SITO E' MIO CI SCRIVERO' CHE CAZZO MI PARE NO? EH? EH? O DITE UN PO'... QUALCOSA IN CONTRARIO?! VENGO LI' E VI PRENDO A CALCI NEI MARRONI, BRUTTI STRONZI DEL CAZZO & DELLA MERDA, COSI' TANTO PER FARE DELLA VOLGARITA' GRATUITA. NO INSOMMA; VI ROMPO I COGLIONI, IO? EH? EH?! MA ANDATE A CAGARE!
(fine dell'amaro sfogo) ...insomma, volevo dire, è nato mio nipote e si chiama Francesco (o anche Chiara, ora non ricordo bene)
Judo Boys II – Bellandi FC 5-6
Rigiocata al solito campino, presso cui evidentemente le due squadre si trovano bene. Ah, infinito periplo della Bellandi FC, in trasferta forse per l’eternità, come Ulisse ma senza le Sirene e/o la dea-maga-meretrice Circe & Socie (peccato).
Formazione: 4 Papero Gonfio, 11 Dorazzy, 17 Ferraù, 21 Juri, 45 Guidomerda. Il numero 33, Il Giova, gioca con i mariuoli, poiché essi giungono uno in meno, così per far simpatia. Tentativo non riuscito.
Marcatori: Papero 3, Dorazzy, Ferraù, Guidomerda.
Note: Con una formazione quasi del tutto rinnovata, i Judo Boys provano per la seconda volta a debellare la Bellandi FC, e per poco ci riescono, certo per la presenza nelle loro fila di un MEMBRO (la bellezza di 19,3 cm, però quadrati) della invitta squadra del presidente dai capelli rossi (rossi?). La partita ha più piani di lettura; sei per la precisione, esattamente quante sono le sapide sabònge sbarazzine che hanno ricoperto i malcapitati. Ma tutto è stato difficile: sempre sotto – tranne che per la prima realizzazione – la Bellandi FC mette a segno beffarda la rete della vittoria a pochi istanti dalla fine e sfruttando, di un avversario, il momentaneo handicap fisico, che veniva a rinverdirne uno mentale – quello sì, permanente – e ad inficiarne le prestazioni, pressoché comunque ridicole e inutili.