Un'operetta vana e inconcludente

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domenica, aprile 25, 2004

"...talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine"

Ma vaffanculo, VirginiaWoolf, te e le tue stanze tutte per sé, e le tue ghinee che una donna dovrebbe avere garantite (da chi?) per vivere meglio! E' solo colpa di quei cattivoni degli uomini, se la parola femminile, in letteratura non emerge (oddio... ma perché le donne-scrittrici devono sempre far sindacato, combriccola, lega?) Io di VirginiaWoolf penso che sia di uno stucchevole ed esoso come non ce n'è. "Pen-club", snob, eccessiva. E via.

(D'accordo, nessun paragone con Dacia Maraini & company, che almeno vivono in tempi meno barbari, quanto almeno alla qualità materiale della vita, però - insomma - c'è un limite a tutto)

Soprattutto (ok, ma non è colpa sua...) è da sempre pessima maestra: ha istruito e istruisce, guidando e "ispirando"; facendo da Faro, milioni di esaltate, fanatiche, ridicolmente mediocri, che pensano di avere una missione da compiere: illuminare questo mondo barbaro con la meraviglia della loro Creazione Artistica, e combattere l'ingiustizia che da sempre (ah! quanto ingiustamente!) le opprime. Di fatto: scassare la minchia al prossimo, con le loro stronzate pretenziose & lacrimose, dal perenne sottotitolo "come prendersi troppo sul serio".

Si noti anche la citazione in apertura di post. A me vengono i brividi, solo a leggerla. Mamma mia...

postato da: Paperogonfio alle ore 23:26 | link | commenti
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