Un'operetta vana e inconcludente

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venerdì, giugno 30, 2006

VOLVER, Pedro Almodovar
Ovvia giù, ultimamente coi film son stato fortunato. Voglio dire, almeno lì... è stato quasi rieletto Berlusconi, la Nazionale non è ancora uscita dai Mondiali, Melissa P. ha pubblicato un altro libro, checcazzo! Comunque: c’è stato Capote (sì, col mio idolo Philip Seymour-Hoffmann – quant’è che lo dico che è il mio idolo, e che potessi me lo dipingerei sulla maglia, o ricaverei una scultura-capitello poggia ripiano per il mio tavolino da fumo in salotto? Non fosse che non fumo l’avrei già fatto, giuro) che è stato un capolavoro assoluto; c’è stato Crash che non era da meno; c’è stato Syriana che anche quello valeva assai e assai.. Un po’ ingarbugliato, ma alla fine resti veramente felice d’averlo visto. C’è stato anche Radio America di Altman, che finalmente, dopo l’orrido The Company, è tornato a fare un film all’altezza di lui, e c’è stato Romance & Cigarettes, per il quale si può dire la stessa cosa. Certo, poi ho sciupato tutto andando a vedere anche il Codice da Vinci (Tom Hanks, più fisso che mai) e Orgoglio e pregiudizio (con quella trota unicellulare/mezza-fia-che-si mette-fisso-in-posa-ma-a-cazzo che è di Keira Knightley o come cazzo si scriverà, vedete un po’ se uno si può mettere a vedere come cazzo si scrive Keira Knightley - nome del cazzo), tanto per dirne due, ma mica può andare seNpre bene.
Poi sono andato a vedere Volver. Ci sono andato pieno di pregiudizi. Di solito un film di Almodovar è eccessivo, irreale, un po’ gratuito. Di solito c’è qualche vicenda sessualmente dolorosa (una violenza, ad esempio) ambientata nei bassifondi – puttane, travestiti, la strada, la miseria – e tutt’intorno travestitismo e promiscuità, voglia un po’ fine a se stessa di provocare, uomini assenti o comunque cumuli di nullità piene di merda, a petto di donne eccezionali e forti e superiori a tutto, anche nelle avversità e nelle sconfitte. Il tutto è immerso in un clima di critica (spesso e volentieri) alla religione e alla famiglia intesa in senso borghese, il che non è neanche male non fosse per una sensazione di disagio in chi si trova di qua dallo schermo, come se l’autore volesse un po’ troppo manieristicamente darci dentro, e arrivasse (involontariamente) ad auto-svilirsi. Comunque sia, la società di Almodovar è unicamente matriarcale; i soli uomini che vi hanno diritto di cittadinanza sono quelli che si travestono da donna, quando non proprio transessuali. Elementi del genere sono delle vere e proprie costanti, dei veri e propri marchi di fabbrica. Unici. Ora, queste cose possono esser lette positivamente o negativamente, ma in ogni caso configurano Almodovar come Artista. Come Fellini, ad esempio, che ha quei tre o quattro elementi ossessivi, costantemente ricorrenti e presenti, che costituiscono il fondale del suo cinema/Arte. Lo stesso discorso si può fare per l’autobiografia: o questa si scioglie nell'arte, salendo di un gradino, o resta nella collana di aneddoti, magari fastidiosi perché magari moralistici, comici a tutti i costi, pretenziosi, ecc. Il punto sta proprio qui: in Fellini spesso e volentieri questi elementi si fondono e trascendono nell’arte, superando il loro aspetto (in sé e per sé) macchiettistico o di carattere. In Almodovar no, o comunque non sempre. Tanto per dire – vi fregherà un cazzo? Lo dico uguale – avevo volutamente evitato (oh, magari avevo fatto male, eh? che ne so...) Parla con lei e La mala educacion, coi coglioni rotti da quell’orrido polpettone melodrammatico e eccessivo, ma anche esagerato (lo salvava solo l'inquadratura notturna di Barcellona, all'arrivo della protagonista), che era Tutto su mia madre (in cui una suora, che ovviamente non ha i baffi e ovviamente è uguale a Penelope Cruz, è stata violentata). Avevo visto anche Tacchi a spillo, Legami, Matador, (quando la sua musa era Victoria Abril) qualche pezzo di Carne Tremula e Kika, ma l’impressione che mi restava era quella di un regista molto originale, un artista (coi suoi tic e le sue ossessioni), ma che non mi pareva tutto ‘sto genio dell’arte. Se vai a vedere una mostra al Poumpidou di Parigi di Ilio Machado Cacini, noto scultore nel parmigiano, primo inventore della tecnica cosiddetta “a morso”, non è detto che ti piaccia. Anzi, magari farà pure oggettivamente cacare. Ma non per questo pensi al Cacini come idraulico o come impiegato del catasto. Il Cacini è un artista, con una sua personalità e un suo ben preciso iter e progetto, magari. Poi, Piero Manzoni è un’altra cosa; ma un’altra cosa è anche Filippo Wanda, fotografo-pittore della domenica, che mette su la sua Personale nella cittadina d’origine, offrendo magari anche un rinfresco al termine.
Ma qui divago, e non sto dicendo proprio un beneamato cazzo lesso.
Quindi, ratto & repente: Volver andate a vederlo, merde, e vedrete quasi un capolavoro (io comunque continuo a preferire Fellini): ottima storia, ben oliata e senza falle, ottime attrici, ottima fotografia. Bellissima la Madrid povera e derelitta, con le salite in terra battuta e le case strizzate dal sole (di Levante si vede volutamente solo una strada, oltre a due-tre interni, e del tragitto da Madrid a Levante delle trivelle-pozzo assolate). Ci sono gli elementi tradizionali di Almodovar, qui uniti (quasi – resta qualche concessione al non-realismo, tipo Penelope Cruz che dal niente mette in piedi e manda avanti un ristorante, e fa pure pieno di gente) perfettamente e trascesi nell’arte, come si diceva, e come accade in Fellini. Vedrete Carmen Maura e Lola Duenas, rispettivamente la Caramelli vecchia e la Caramelli brutta (ok, è una che conosco io, non c’entra un cazzo ma lo dico uguale – d’altra parte, ricorderete che in Dogville c’era Il Bellandi). E poi vedrete tutta una serie di omaggi al cinema “povero” italiano – la cosiddetta commedia all’italiana – degli anni ’50, da Almodovar citato e ammiccato in tutta una serie di occasioni, prima fra tutte la protagonista del film, che nel fisico doveva ricordare Sofia Loren, nell’acconciatura Claudia Cardinale, e nel complesso Anna Magnani (omaggiata, tra l’altro, dal passaggio finale in Bellissima di Visconti, che Carmen Maura guarda alla TV in chiusura di film).
Penelope Cruz, casomai, è un po’ "troppo" e rischia di stonare. Non certo in senso cinematografico: è bravissima, così come lo sono le altre due. No, proprio in senso fisico: è un po’ troppo bella (non credo fosse stata mai così bella) come elemento di quella famiglia, e il tentativo di involgarirla, col trucco, i tacchi, il linguaggio – perfetto nelle intenzioni, perfetto e in carattere con il personaggio (anche la regia parrebbe voler contribuire, con tutta una serie di inquadrature a "rimarcare") – ha l’effetto contrario, contribuendo a farla sembrare ancora più bella. Ma son cose perdonabili, tutte.

postato da: Paperogonfio alle ore 10:51 | link | commenti (3)
categorie: dottor merda - cinema
mercoledì, giugno 28, 2006

A distanza dall’ultima volta (quanta?) tornano
LE GRANDI FRASI PER TUTTI I GIORNI
Esegesi della tradizione orale, scritta e cifrata secondo il metodo “Ciapetti Megèro detto il Pompa, eroe della seconda guerra d’Etiopia per il crittaggio (sì, proprio crittaggio) di messaggi & dati fondamentali agli occhi biechi e torvi del pravo et crudel nimico, del cui corpo et cimiero fu fatto insperato ma giusto strame in grazia del coraggio e dell’indomito spirto pugnace e fiero dell’italica gente tanto eran negri vuoi che servissero a qualcosa?”

La frase di oggi è:
LO DELÜÒNNO… E POI LO RIOSTRÜÒNNO!

Ebbene sì, cari amici della cultura e dell’acciugata alla marchigiana! Dacché il volgare prese le mosse, repente dando prova di sé con il cosiddetto Indovinello Veronese dell’VIII sec. (“Boves se pareba, alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba” – che tradotto significa “quando vai all’edicola di Mallio, mi pigli il Cioè Mese? Grazie! Poi, per premio te la faccio vedere un pochino”) e con i Placiti Capuani del 960ca. (per cui valgano, a tytolo di menzione, soltanto i primi due: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti” – vale a dire “Levi il su’ cane dal mi’ orto, testa di cartone, o ni sparo col mi’ trombone S. Benedetto caricato a sale e aceto”; e “Kella terra, per kelle fini que bobe mostrai, sancte Marie è, et trenta anni la posset parte sancte Marie” – cioè “Ci sei stato al Keller, eh? Ti pareva anche d’avecci visto Bobo Vieri o la Madonna? Forse, se bevi meno birra…”); da allora, dicevo, pochi sono stati i progressi, i cambiamenti, le mutazioni linguistiche e le contaminazioni. Questo, a dire il vero, sostiene il Mangiacazzi, e il fatto che la sua sia una tesi quantomeno originale o azzardata (quando non proprio apertamente irrisa in ambienti accademici e togati) è radicalmente confutato dalla presente frase, appartenente alla tradizione orale e trascritta qui per la prima volta con le dovute accortezze fonetiche, per cui tra l’altro ci è d’obbligo ringraziare Mario Rincula, il quale col suo manuale di Fonetica generale, raddoppiamenti morfosintattici, punto in alto, punto in croce, punto e accapo (Edizioni Misticismo Intestinale) ci ha fornito insperato quanto improvvido aiuto.
Nel caso in questione, il misterioso individuo, pare Vecchino™ con obbligo di tressette, moccolo, spuma bionda e dormitina sulle sedie di plastica arancione intrecciata del bar “S. Giorgio & il Drago”, si riferiva al palazzo antistante il bar, demolito e poi ricostruito così, per gioco, scommessa & capriccione dalla Ditta Edile “Alessandro Il Grande & cognato (Efestiòne, Bambino Ricchione) srl”, senza che nessuno avesse richiesto o in alcun modo motivato la cosa. Gli inquilini del palazzo (che ospitava anche l’Ufficio Comunale per la Registrazione della Migrazione dei Tonni – U.R.M.T.) si son trovati così, da un giorno all’altro, in istrada (pròstesi, cazzoni!), anche se la situazione, a giudicare la seconda parte della frase, non è perdurata granché. Certo, son passati quei due-tre annetti buoni causa altri impegni in Macedonia del titolare della Ditta; certo, il palazzo è stato ricostruito ma solo come enorme colata cementizia (piena) modellata a forma di palazzo, senza porte o entrate di qualsiasi sorta; certo, sono state violate le più elementari norme d’igiene, sicurezza, catastali – per tacere d’ogni principio architettonico e geometrico: ma che volete farci, è il progresso, e anche se la cittadina in questione (Chiorba, prov. di Freguenza Disturbata) ha visto aumentare di 30 unità il numero di barboni (i barboni si contano in unità, come insegna il buon syndaco di New York Rudolph Giuliani – “si contano e poi si sterminano”), il progresso è importante. Ma, magia della vita e delle cose (frase del cazzo), lo stesso progresso pare invece negato – monito forse del carattere imperituro e trascendente delle Scienze Umanistiche, o di qualche altra stronzata così – nelle cose di Cultura, proprio grazie a questa frase, perfettamente riconducibile per immediatezza, spirito d’inventiva, fresca aderenza alla realtà alle frasi vergate a Teano più di 1000 anni fa, frasi per le quali ancor oggi gli studiosi s’interrogano: “che cazzo volevan dire? Ce ne frega qualcosa? A che ora gioca il Lamporecchio?”

postato da: Paperogonfio alle ore 10:57 | link | commenti (1)
categorie: le grandi frasi per tutti giorni
lunedì, giugno 26, 2006

DEL RITEGNO CHE NON C’È
Questa volta si cambia strategia: allarme preventivo. Toh, così: mettiamo le mani avanti! C’è l’Italia? Gli scrutatori si distraggono, e favoriscono (?) il NO. Del resto, già alle scorse elezioni son stati brogli, come se piovesse! (???)

ROMA, 23 Giugno (fonte: AdKronos) – Con una lettera indirizzata al ministro dell’Interno (!) Giuliano Amato, il Comitato del Sì per la libertà (??? - e ‘l budello di so’ ma’: scusate ma la rima chiama, come sempre…) ha chiesto che le operazioni di spoglio delle schede del referendum confermativo della riforma costituzionale del 25 e 26 giugno abbiano inizio a partire dalle 20.
“Lo spoglio delle schede e l'attività degli uffici di sezione per il voto sul referendum si sovrapporranno, nella giornata di lunedì 26 giugno – spiegano il presidente del Comitato Andrea Pastore (Forza Italia, ovviamente), e il segretario Aldo Brancher (Lega, ma ti pare…) – alla partita degli ottavi di finale dei Mondiali di calcio, che vedrà impegnata la nazionale italiana. Considerando che saranno centinaia di migliaia le persone impegnate ai seggi e negli adempimenti degli uffici di sezione per le operazioni di scrutinio, è più che certo e assolutamente grave il rischio che vi siano pericolosi disservizi e problemi operativi nel funzionamento della macchina elettorale". (ahahahah - cazzo ridi, è un "problema serio", dicono dalla CDL!)
Inoltre, aggiungono, “non è credibile un’attività di controllo puntuale e capillare in ogni sezione elettorale”, ritenendo invece più prudente il posticipo dell’inizio delle operazioni di spoglio alle ore 20 “considerando l’ipotesi dei tempi supplementari e dei rigori” (cazzo, ma farei domani, a questo punto, considerando anche la possibilità di incazzature e malumori vari di qualche scrutatore, casomai – volesse iddio! – l’Italietta tatuata unta e montata dovesse esser buttata fuori dall’Australia!).
Fino ad allora, “dalla chiusura delle operazioni di voto, le sezioni siano semplicemente sigillate e custodite da personale militare o civile” (ah, a loro non gli si fa vedere la partita? Ma poverini, privati delle esultanze pittoresche di Gilardino, delle fascette per capelli di Buffon, del nuovo taglio di capelli di Totti, ecc… - ma non si potrebbero distrarre, e far entrare orde di topi - bestia comunista per eccellenza, il topo! - favorevoli al no che andrebbero a rosicchiare tutte le schede barrate sì?)

Chiusura di tutto questo col solito Calderoli, che trova il modo di aggiungere: “sono molto preoccupato che si cerchi di sfruttare la disattenzione per obiettivi precisi. Già alle scorse elezioni è successo di tutto”.

sabato, giugno 24, 2006

Michele Serra, L’amaca, su Repubblica:

Votare No è conservatore: questo è il succo della campagna del Sì, ma soprattutto è il succo di almeno dieci anni di propaganda del centrodestra, formidabile nell’accreditare come riformatore, o addirittura rivoluzionario, lo spirito antistatale e antieuropeo della piccola borghesia sediziosa (soprattutto del Nord) politicamente rappresentata dall’asse Forza Italia-Lega.
Sono riusciti a spacciare per “moderne” alcune delle caratteristiche più decrepite del nostro popolo: il provincialismo gretto, il fastidio per le regole, la fronda fiscale, la diffidenza per la cultura, l’avidità (verghiana, ottocentesca) per il denaro. E, di conseguenza, a far passare per parruccone e conservatore chiunque si opponesse al trionfo di quel vecchiume travestito da “rivoluzione”. Ma al confronto di riformatori di questa tempra, così eccellentemente rappresentati da Roberto Calderoli, i padri cositituenti mi fanno l’effetto della Beat Generation. Una ventata di futuro. Voterò No per loro e per noi, che non meritiamo di vivere secondo regole decise da due o tre Calderoli in una baita prealpina. Sicuramente perlinata.

postato da: Paperogonfio alle ore 13:01 | link | commenti
categorie: articoli di giornale veriesseri
giovedì, giugno 22, 2006

PREAMBOLO: “Vi faccio una domandina semplice semplice e voglio una risposta franca: volete morire comunisti?”
“NOOO!”, risponde la platea adorante.
“Lo sospettavo”, dice lui.
ED ORA, IL TYTOLO:
UN TEMPO ERAVAM COGLIONI, STAVOLTA SIAMO INDEGNI
E SAPPIAMO ANCHE DI CHE MORTE SI MUORE. DI COMUNISMO
(è orribile, morire di comunismo)
Riecco l’ipse dixit, nazional-sport in cui l’ex PdC eccelle, soltanto insidiato/incalzato da quel raffinato gentleman di Calderoli. Si noti, l'atteggiamento è lo stesso (di serietà, di richiesta partecipazione del popolo, di misura) dello scorso referendum.


I.
“Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla Riforma, che darà a questo paese più democrazia e libertà. È importante essere cittadini italiani al 100%, è importante domenica partecipare al cambiamento della Costituzione”

“Sembra che la sinistra si sia scatenata con vicende [gli scandali giudiziari, calciopoli, ecc] che occupano le prime pagine dei giornali e che distraggono gli italiani dal referendum costituzionale”

“Non c’è nessuna possibilità di considerare regolare il voto degli italiani all’estero. È un voto irregolare, che si deve assolutamente rifare. [Le irregolarità verificatesi] non hanno altra spiegazione logica che brogli elettorali".

“Occorre che noi si proceda alla riconta delle schede annullate in primo luogo e poi, se necessario, anche di tutte le schede. Il risultato delle elezioni nazionali noi lo contestiamo dal profondo”.

“Prodi è un presidente del Consiglio debolissimo, quasi patetico, e, se fosse obiettivo, dovrebbe essere lui il primo a dire che la riforma costituzionale che rafforza i poteri del premier dovrebbe essere introdotta”

“Quando eravamo al governo, noi abbiamo offerto continuativamente alla sinistra, che era opposizione, di sedersi al tavolo con noi e di trattare sulla modifica della Costituzione. Ci hanno sempre detto di no”

“Ora hanno occupato militarmente ogni istituzione, con un atteggiamento direi di arroganza e ipocrita”


II.
“Meglio trombarsi una valletta che una banca” [con riferimento all’inchiesta di Potenza]

“Se vince il 'No' ci vorrà la tessera della Cgil” [invitando poi gli italiani a “non andare al mare domenica”]

“Quando parla [Prodi] io non lo capisco. Dopo la riforma sarà necessario un trattamento sanitario obbligatorio per lui, perchè è pericoloso per sé e per gli altri”

“Quando lo vedo in tv mi sembra che si ispiri alla Madonna. Ma mi dicono gli amici dell'Udc che su di lei non se ne sa niente”

“a lui [A. Loiero, presidente della regione Regione Calabria] un po’ di diossina farebbe bene…”

postato da: Paperogonfio alle ore 08:54 | link | commenti (4)
categorie: per un presidente operaio
martedì, giugno 20, 2006

I RICORDI

Mi ricordo, sì, mi ricordo La-Bomba-Merda, un ragazzone col pancione e la fissità nello sguardo, che veniva a giocare a pallone al caNpino dove si giocava noi. Aveva una tuta viola, la barba sempre di qualche giorno, folta, e dimostrava quell’età indefinibile che può avere uno come La-Bomba-Merda, fra i venticinque e i quarantacinque anni.
Arrivava in bicicletta e dietro si portava sempre un pallone versicolore, tipo da beach-volley. Era La-Bomba-Merda, suo malgrado e presumibilmente infidissimo e molesto; grasso sì, ma ripieno senza dubbio di sola & pura merda. Semmai fosse scoppiato, avremmo saputo quali sarebbero state le conseguenze. Anche lui, come FUNGO™, era taaanto bravo, taaanto buono. Allora perché lo prendevamo in giro?
Povera Bomba-Merda... ormai sarà scoppiato, di sicuro. Ah, se sa esser crudele, la vita!

postato da: Paperogonfio alle ore 15:25 | link | commenti
categorie: i ricordi
lunedì, giugno 19, 2006

AVANTI, SAVOIA!
Andate a fare in culo.


Scandalo calcio. Scandalo Savoia. Prima: tangentopoli, corruzione di governo, scandali finanziari. E si potrebbe continuare: da Craxi (poverino, i giudici l’hanno ammazzato!) in giù è tutto un susseguirsi: De Mita, De Lorenzo e Poggiolini, Ricucci e Fiorani, Berlusconi e Previti, Moggi, Storace e Accame, Sottile e Emanuele Filiberto, Galliani Gianni Letta e Calderoli, il principe Vittorio Emanuele, Bonazza e Migliardi, Totti che sputa, De Rossi che sgomita, Bossi che sbava, Storace e il Lazio-Gate, Antonio Fazio e Antonio Giraudo, Sabbatani Schiuma e Daniela Fini, la GEA e la Santa Sede, Lapo Elkann, Tanzi Cragnotti e Lotito.
L’Italia. La storia del paese, il Bel Paese. Aggiungete chi manca.

E poi stringiam'ci a coòrte, che siam pronti alla morte.
Soldi, potere, corruzione, favori, sesso, squallore. Sempre coinvolte le massime istituzioni, con i parenti di-, gli amici di-, i più in alto di-. E poi, sempre, tutti sono innocenti, tutti senza nessuna colpa, tutti ingiustamente vittime di una feroce persecuzione giudiziaria da parte di una istituzione impazzita, parziale e settaria. E poi, sempre, dopo una notte in cella, tutti mostrano malanni che (per forza) impediscono loro la permanenza: non hanno dormito e soffrono tanto perché sono assolutamente estranei alla vicenda; hanno problemi polmonari, di cuore, di depressione; fanno lo sciopero della fame, per protesta. E intanto, da fuori, gli amici attaccano i giudici, che sono poco seri, feroci, crudeli.



Intanto, dalla prossima costituzione (sì, quella che passerà il 25-26 giugno, perché al peggio non c’è mai fine) ecco il nuovo Art. 1:

L’Italia è una Monarchia Oligarchica, fondata sullo sfruttamento delle classi basse (le quali spesso non si meritano altro) sul nepotismo e sulla corruzione, sul calcio e sulle conoscenze. La sovranità appartiene all’Oligarchia e alla TV, le quali la esercitano nelle forme di un diffuso quanto facilissimo ricoglionimento. E ad Agosto, tutti al mare!

giovedì, giugno 15, 2006

Terza puntata delle immancabili
VACANZE DA MILANESI
Il racconto di oggi è di Noris Regazzoni di Bovisio (MI)

Salve a tutti, sono Noris di Bovisio, ho 36 anni e sono Chief-Administrator Account in un’azienda del centro di Milano, zona Galleria Vittorio Emanuele. Assieme a Ermanno (35, libero professionista nel settore PR), il Giovanni di Cesate (36, Trader di mercato) e le mie tre amiche Didi di Garbagnate, Lucilla di Mombello, e Annetta di Cesano Boscone (rispettivamente 33, 36, 35 – tutte e tre nel settore MTK & Communications presso la mia stessa ditta) quest’anno, in Agosto, siamo stati alle Maldive, per la precisione a Robinson Island, atollo nord-est.
Le Maldive per me sono assolutamente irrinunciabili: perfette sia per quel che riguarda il relax, che per la vita immersi nella natura, sono e restano un vero paradiso. Anche il Club-Vacanze che ci ha ospitato quest’anno non faceva eccezione, assolutamente esclusivo e “in” com’era, dotato di tutti i comforts (diving, snorkeling, planning, pissing, badminton, cumshot, tennis, golf, spa-center), e perfetto anche per quel che riguarda la privacy-minding per i suoi ospiti.
Quest’anno, poi, io e il mio nuovo compagno, per festeggiare la mia recente separazione ci siamo pure "regalati" la suite sull’acqua, ragion per cui vi lascio immaginare la nostra felicità.
Grigliate serali sulla spiaggia a base di gamberoni, aragosta alla catalana e champagne con fragole, il bagno nella laguna blu, la barriera corallina, tramonti in riva al mare: tutto concorre a diffondere e amplificare l’atmosfera incantata di quel luogo, nonché quella assolutamente magica dell’Oceano Indiano.
Ermanno, esperto snorker, è rimasto estasiato dalle mille e mille varietà di pesci che popolano il mare degli atolli (“rivaleggiano con Sharm”, ha detto), e con il Giovanni ha pure praticato la pesca d’altura (in cui son stati tutt'altro che due pistola... una sera ci hanno rimediato una grigliata assolutamente meravigliosa!); la Didi e Lucilla hanno svernato nello spa-center (ormai loro due sono due habitué delle isole, come me del resto!), mentre io e Annetta abbiamo passato molto del nostro tempo fra la laguna blu e l’atelier-creativo. Annetta, che non c’era mai stata, è rimasta molto contenta anche dello shopping. Ah! Inoltre, sotto la guida del Giovanni, che è un appassionato, abbiamo anche provato il planning, ed è stata un’esperienza fantastica.
Indimenticabili (ma devo dire che li avevo già ampiamente sperimentati!) anche gli spostamenti in kayak e catamarano.
Nonostante Didi, Lucilla e Annetta avessero un eccellente inglese, non ci è stato più di tanto necessario parlarlo, per il semplice fatto che molti dei gestori di resorts e activities sono milanesi (spesso parlavamo anche in dialetto!!!). Tra l’altro, alcuni ormai sono miei amici.
Insomma: se volete che il vostro agosto sia magico, non potete tralasciare di pensare alle Maldive. Come Robinson Crosue, sarete immersi in un paradiso di natura.


Invia, o milanese, il tuo racconto delle tue vacanze paradisiache con atmosfera magica e grigliata serale sulla spiaggia! Fai contento il volgo, ed educilo. AVVISO: l'importante è che siano d'agosto, e siano il migliore (secondo voi) dei paradise-resorts possibili.

postato da: Paperogonfio alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: vacanze da milanesi
martedì, giugno 13, 2006

Seconda puntata delle vostre...

VACANZE DA MILANESI
Il racconto odierno è di Giuseppina Brocchetta Bugatti, che è stata a Cancun, Messico.


Ciao, sono la Giusy Bugatti, ho 32 anni e un ruolo dirigenziale in Forza Italia (faccio parte del Marketing Team Package del partito). Quest’anno, insieme alle mie amiche (le mie mitiche “chicks”!) Nelly (31 anni, libera professionista nel settore PR a Milano e Rho), Giov (32 anni, con me nel team), e Carmen (33 anni, Advertising Account a Novate, in una Company di Advertising&Selling di grande successo) abbiamo deciso di spendere il nostro agosto nella magica terra del Messico, a Cancun.
Ebbene… il paradiso! Il mio ex-fidanzato c’era stato, ed era stato proprio lui a consigliarmela: vedete che anche gli ex possono servire a qualcosa!!! Scherzi a parte, per noi che siamo party people, è stato come toccare il cielo con un dito: al giorno le spiagge bianche, immerse nella natura, servite e riverite dal personale del nostro meraviglioso villaggio ("Joga Bongo", sulla famosissima Playa del Carmen), il bagno coi delfini (sai che invidia facciamo alla Nimes, che non è venuta perché il fidanzato non ce l’ha mandata! Era il suo sogno…), lo snorkeling, l’acqua-scooting, handjobs, il massaggio svedese, quello ayurvedico e quello Feng-Tsui; a sera le splendide feste - fantastico il 24hours party che ci abbiamo trovato il terzo giorno! - con tanta, tantissima Tequila (provate il "Kamazaki shots" o il "Tequila Poppers"!) e poi musica, grigliate, allegria, bella gente da conoscere, VIP Lounge… il tutto in un'atmosfera che è veramente magica, incantata, ma anche esclusiva.
Siamo state costantemente alticce (tranne che per la “giornata avventura” al parco di Xcaret e all’isola di Cozumel che l’animazione del Villaggio ci aveva organizzato un pomeriggio), e ci siamo divertite come pazze! E la sera è anche un’ottima occasione per sfoggiare mise accattivanti e “farsi vedere”!
La Giov, letteralmente impazzita per il bagno con i delfini, si è pure fatta fare un piccolo tatuaggio a forma di delfino, anche se non posso dirvi dove!
Io invece ho riportato a Cinisello (dove abito) qualche bottiglia di Tequila e un sombrero (impacchettateli bene, perché dovrete imbarcarli come bagaglio, al ritorno!), per aiutarmi a ricordare un paradiso che non scorderò mai, almeno fino alla prossima estate! Già, perché mi pare chiaro che abbiamo già scelto la nostra prossima destinazione estiva!!!

Se siete party people e amate la natura e il relax non potete perdervelo... Il Messico è il posto migliore che ci sia, per le vostre vacanze!

Su dai! Invia anche tu il tuo resoconto da milanese in agosto. I più significativi saranno pubblicati, e contribuirai così a diffondere l'amore per la natura e il divertimento e il relax in tutti noi! AVVISO: accettiamo anche resoconti in dialetto. Nel caso, non rispondiamo di eventuali discordanze grafico-fonetiche per la trascrizione dei termini, ma siamo a disposizione per ogni suggerimento in materia.

 

postato da: Paperogonfio alle ore 09:43 | link | commenti
categorie: vacanze da milanesi
lunedì, giugno 12, 2006

SI APPROSSIMA L’ESTATE, E PAPEROGONFIO.SPLINDER.COM (IL SITO CHE CERTO TUTTI VOI STRONZONI NON VI MERITATE) VI REGALA UNA NUOVA RUBRICA, CONCEPITA AFFINCHÉ LA QUALITÀ DELLA VS. MISERA E MESCHINA VITA MIGLIORI ALQUANTO, O FACCIA MIGLIORARE L’ESISTENZA ALTRUI, IL TUTTO SENZA TRALASCIARE UNA FINALITÀ STATISTICA ASSAI IMPORTANTE, O ANCHE NO. E ALLORA… SU, DAI! POSTA ANCHE TU, NUMEROSO, IL RACCONTO DELLE TUE


VACANZE DA MILANESI



Sì, indicaci anche tu, da buon milanese del cazzo, le tue ferie. Con tanto di posto, motivazioni, breve resoconto e impressioni finali. Contribuisci a provare anche tu che, dopo lo spagnolo e l’inglese, la lingua con più estensione mondiale è il dialetto della madonnina, e che dopo il sovraffollamento della Cina, uno dei mali più grandi del globo è l’esportazione sovrabbondante di milanesi in agosto!
Il resoconto odierno ci arriva da Nives Brambatulli, che è stata a Sharm-el-sheik.

"salve, sono Nives e ho 34 anni. Lavoro come Account Manager di Division presso una Holding del settore farmaceutico, voto Lega e appoggio la Moratti candidata a sindaco del nost Milan. È stato il mio commercialista che molto tempo fa mi consigliò di visitare Sharm. Da allora, con al massimo un paio di parentesi altrove, quella è la mia meta favorita per le ferie. Ah, la magia di quel posto! L’anno scorso ci sono tornata, e con me stavolta c’erano la Didi e il Mario (suo ragazzo, nonché Responsabile di Filiale e Key-operator della HSK; mentre lei è libera professionista nel settore PR), più la Bramby (art-director della Sella-Pubblicità Associati), e Ines e il Michéle (rispettivamente brand manager e customer relationship manager per benetton, max-mara, celio, ecc), che ci hanno raggiunto pochi giorni dopo. Inutile dire che ci siamo divertite come delle matte: ormai ci troviamo benissimo a Sharm, e ogni anno questo paradiso ci permette di rigenerarci e rilassarci (con i massaggi Shiatzu, Feng-yij, Do-in-Hara e numerose altre attività di wellness organizzate nel nostro villaggio) e al tempo stesso sentirsi attraversate da grosse scariche di adrenalina, grazie ad attività a stretto contatto con la natura selvaggia o meno, quali Wakeboard, Skating, Snorkeling, Capoera, Kitesurf, Fist-Fucking, Diving, tutte facilmente affrontabili e sperimentabili in loco, tra l’altro gestite e organizzate da nostri amici, ormai (in particolare, vi raccomando il centro di Snorkeling e Diving gestito dal Daddy Facchinetti, milanese come noi, a Sharm dal 1998, e – ma non vorrei far torto agli altri che non cito – il “Gambling”, simpaticissimo aqua-club di Kitesurf e Wakeboard, fondato e gestito dal Mr. Puppy, all’anagrafe Bortolo Bagnoli, nato ad Agate Brianza cinquantadue anni fa ed ex head-merchandiser di AXA Group-inc.). A proposito: l’anno scorso il Mario si è pure provocato una discreta abrasione cadendo da una MOTO-PANZER KTM durante una breve escursione nel Sinai con Michéle, e noi più tardi lo abbiamo ampiamente preso in giro chiedendogli se si erano distratti cercando Mosè. Del resto, a casa non hanno neanche uno scooter, quindi ci sembrava giusto infierire.
Sharm è anche il posto migliore dove socializzare, e lo dico da single orgogliosa ma con le sue esigenze: il momento più adatto per incontrare un uomo resta la grigliata serale sulla spiaggia, organizzata dal Villaggio, con un panorama incredibile e bellissimo non fosse sciupato da tutti quei pistola di beduini che popolano ingiustamente e immeritatamente quel paradiso. Noi milanesi l’abbiamo ormai capito, e per questo stiamo lentamente invadendo e prendendo campo: il nostro scopo è gestire completamente la città, dal resort al food&beverage alle attività accessorie (compreso soprattuto lo shopping, che attualmente potrebbe certo definirsi il punto debole di Sharm), importando di pari passo anche la nostra superiore civiltà e urbanizzazione.
Inifne, a Sharm, durante gli happy-hour o sulla spiaggia, ho anche incontrato alcuni dei miei capi presenti e passati, e con loro abbiamo scherzato sui briefing organizzati nei mesi precedenti. Ci siamo detti che i prossimi li avremmo organizzati lì, servizio beduino a parte. Molto meglio chiamare il Cathering Strepponi, di Busto.
W Sharm!"


Invia anche tu, o milanese, il racconto del tuo Agosto. Sarà pubblicato in questo spazio e, oltre alla gloria imperitura della cosa in sé, fornirà aiuto certo a chi legge, ancora e altirmenti ignaro dei ricchissimi tesori e paradisi che la crosta terrestre ci offre e i milanesi ci scoprono, indicano e descrivono. Su, dai, partecipa anche tu, NUMEROSO!
(avviso: le lettere con più di cinque parole inglesi ingiustificate o comunque a sproposito saranno tenute in maggior considerazione. Oltre allo scopo di cui sopra, infantti, queste saranno utili anche ad accrescere il vocabolario di chi legge, applicando così alla perfezione il principio del blended-learning e quello del knowledge-mix)

postato da: Paperogonfio alle ore 10:04 | link | commenti (3)
categorie: vacanze da milanesi
martedì, giugno 06, 2006

C'è un filone di gente che scrive benissimo forse, ma "difficilissimo". Così tanto da risultare a volte molto ostica, quasi non volesse farsi capire dai più, o chissà che altro (mi vengono in mente Bortolotto, Pestelli, il qui citato Cordero, la Bettarini, ecc.). Però, a volte, con un veicolo un po' elaborato, antiquato, di difficile utilizzo, ti spediscono qualche bel concetto. Da ricordarsi, pensando anche a quel che fa quel bel tomo di Baricco, ultimamente ("ultimamente"... non che prima facesse meglio - comunque sia, diciamo che l'ideale sta nel mezzo...)

[Ricapitolando i vissuti, direi che il mondo cattolico apra larghi spazi ai discorsi liberi e la griglia inibitoria sia struttura sommersa del metabolismo biopsichico: oltre ai pochi superstiti campioni d’ortodossie, la condividono reazionari, progressisti, eversori, bigotti atei, versipelle intenti alla carriera; a man salva l’adoperano santoni d’un sedicente spirito laico]. Nell’età degli stereotipi consumati in massa non c’è bisogno d’inquisitori, basta la noia, spegnitoio inesorabile. Spirano arie logofobe: i gesti prendono il posto dei concetti; l’Arcadia ha partorito gerghi farfallini; l’interessante non sta nel detto, semmai traspare dalla mimica. Stiamo regredendo all’astuzia degl’istinti.

(F. Cordero)

postato da: Paperogonfio alle ore 09:23 | link | commenti
categorie: ripostiglio, aaa amarezzeaforismianatemi