Un'operetta vana e inconcludente

Odio il 90% delle persone che conosco. E anche di quelle che non conosco, senz'altro.

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venerdì, ottobre 23, 2009

Si poteva - esercizi di stile - dire anche così:

Era un gabbiano. Bestie del cazzo. I piccioni del mare, con l'aggravante che il mare non c'è: due volte merda. Volava; chissà dove accidenti andava: all'inferno, probabilmente, come me tutti i santi giorni – e nel frattempo gli passavo sotto con la macchina.
Ho avuto in mente tutto quel che non sono diventato e non sono stato, nella vita. Ce l'ho sempre, in mente. Dopo una cena, qualche tempo fa, il ricordo è anche più vivo, e brucia se possibile di più. Da allora, ho avuto modo di riguardare una vecchia relazione su Giorgio Caproni, e deprimermi ancor di più. Non si dovrebbe guardar troppo nel proprio passato, no: perché assai raramente i sogni si tramutano in realtà, e qualcosa è difficile che avvenga. Sperare? Tempo perso.

Gabbiani.
Bestie del cazzo.
postato da: Paperogonfio alle ore 09:37 | link | commenti (1)
categorie: ripostiglio, dottor merda - critica militante

Commenti
#1    25 Ottobre 2009 - 10:34
 
"Oh quanto non c'ho capito una sega!", avrei scritto, se poi non avessi letto il brano precedente.
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